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Farmaci OTC: via libera all’advertising sui social media

Da inizio ottobre le aziende che producono o commercializzano i così detti farmaci “da banco” (art. 96 D.Lgs 24 aprile 2006, n. 219) potranno fare pubblicità su questi prodotti anche sui principali social media: Facebook, Instagram e Youtube. La rivoluzione arriva con l’aggiornamento delle Linee Guida del Ministero della Salute.

Il Mercato

Indubbiamente i due social media rappresentano importanti sbocchi per questo tipo di attività. Facebook non conosce crisi, almeno in Italia, ne abbiamo scritto recentemente anche noi. Nel nostro Paese parliamo di oltre 31 milioni di utenti attivi al mese e circa 25 al giorno. Instagram invece si ferma prima, con 19 milioni di utenti attivi al mese. L’integrazione tra i due canali poi è un’altra potenzialità tutta da sfruttare per aziende che ancora si fidano poco di questo tipo di comunicazione e forse non lo vedono come un valevole canale di marketing.

Affidarsi a dei professionisti potrebbe essere il primo passo per entrare in contatto con una nuova realtà, che è sempre più consolidata e tanto nuova ormai non è più: Facebook è una piattaforma con più di 10 anni.

L’Advertising e i suoi limiti

Il Ministero ha previsto alcune limitazioni per quanto riguarda gli Ads dei farmaci OTC. Il primo punto da evidenziare è che le creatività potranno essere pubblicate solamente previa autorizzazione del Ministero stesso. Inoltre queste non potranno apparire in ogni posizionamento. Su Facebook sarà limitato alla “Colonna Destra”, è quindi vietato posizionarla ad esempio nel “Feed”. Per Instagram invece saranno possibili solamente “Stories”. È importante ricordare che il messaggio non potrà apparire nelle Timeline.

Dovrà poi essere necessariamente bloccato tutto ciò che riguarda le interazioni: no a commenti e “reaction” di alcun tipo. Secondo il Ministero questo è un modo per preservare da qualsiasi tipo di alterazione le informazioni contenute nel messaggio pubblicitario. Viene però lasciata la possibilità di condividere il contenuto e di seguire le Pagine di Prodotto.

Le nuove Linee Guida fissano poi alcuni paletti “morali” anche sul contenuto stesso della pubblicità. Ad esempio non si potrà promuovere un messaggio svilente verso la persona spingendola ad assumere un prodotto. Giustamente poi non potranno essere targettizzate persone ancora minorenni. Per quanto riguarda la vendita online di farmaci OTC, la norma non cambia: gli operatori interessati potranno continuare a farlo dopo essere stati accreditati dal Ministero.

Per concludere, si può dire che il Ministero ha deciso di fissare regole chiare e facilmente rispettabili, finalmente quella che era un esigenza per i produttori è stata normata in modo tale che a beneficiarne potranno essere anche i consumatori stessi.

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